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giovedì 24 gennaio 2013

Sehnsucht


A volte non si trovano le parole per descrivere emozioni e stati d'animo. Si cerca di spiegare, di dare un senso, ma resta sempre qualcosa di inespresso. Si fanno giri strani con le parole, non si sa bene dove mettere punti e virgole. E, per quanto ci si impegni, non si riesce mai del tutto a dire e trasmettere quello che si voleva comunicare.

Avevo questo ricordo di una parola tedesca, scritta su un quadretto comprato in Germania quando avevo sedici anni (è l'illustrazione che vedete sopra). Per tantissimo tempo questa immagine ha fatto capolino sopra il mio letto nella cameretta da ragazza. Sono andata a riguardarlo ed è proprio come me lo ricordavo: non solo l'immagine, ma la PAROLA. Eccola! Esiste!
Non serve più girarci intorno, basta solo quella perché in sè dice già tutto ciò che avrei voluto dire io con mille altre parole...
E allora smetto di scrivere e ve la metto qua...

SEHNSUCHT

Secondo Ladislao Mittner indica l'"anelito" verso qualcosa di ancora mai attinto. Può ricordare la nostalgia (Heimweh), ma mentre la nostalgia è il desiderio di riappropriarsi del passato, spesso legato ad oggetti precisi, la Sehnsucht è la ricerca di qualcosa di indefinito nel futuro. Più precisamente, si potrebbe tradurre Sehnsucht con "desiderio del desiderio": deriva infatti dai termini das Sehnen, il desiderio ardente, e die Sucht, la dipendenza. Letteralmente, quindi, Sehnsucht potrebbe essere tradotto come dipendenza dal desiderio, ovvero 

il costante anelito che porta l'essere umano a non accontentarsi mai di ciò che raggiunge o possiede, ma lo spinge sempre verso nuovi traguardi. 


Un concetto affine è quello di malinconia. Heidegger, invece, ne individua un diverso significato, poiché Sucht è da intendere nel suo significato originario come "dolore" : "La nostalgia (Sehnsucht) è il dolore della vicinanza del lontano".
C.S. Lewis descrive la Sehnsucht come "l'inconsolabile desiderio" nel cuore dell'uomo "per non si sa che cosa".

 
Sehnsucht  is a German noun translated as "longing", "yearning", or "craving", or in a wider sense a type of "intensely missing". 

However, Sehnsucht is difficult to translate adequately and describes a deep emotional state. 

Its meaning is somewhat similar to the Portoguese word, saudade, or the Romanian word dor. The stage director and author Georg Tabori called Sehnsucht one of those quasi-mystical terms in German for which there is no satisfactory corresponding term in another language. Sehnsucht is a compound word, originating from an ardent longing or yearning (das Sehnen) and addiction (die Sucht). 

However, these words do not adequately encapsulate the full meaning of their resulting compound, even when considered together.

Sehnsucht represents thoughts and feelings about all facets of life that are unfinished or imperfect, paired with a yearning for ideal alternative experiences. It has been referred to as “life’s longings”; or an individual’s search for happiness while coping with the reality of unattainable wishes. Such feelings are usually profound, and tend to be accompanied by both positive and negative feelings. This produces what has often been described as an ambiguous emotional occurrence.
It is sometimes felt as a longing for a far-off country, but not a particular earthly land which we can identify. Furthermore there is something in the experience which suggests this far-off country is very familiar and indicative of what we might otherwise call "home". In this sense it is a type of nostalgia, in the original sense of that word. At other times it may seem as a longing for a someone or even a something.

But the majority of people who experience it are not conscious of what or who the longed for object may be, and the longing is of such profundity and intensity that the subject may immediately be only aware of the emotion itself and not cognizant that there is a something longed for

The experience is one of such significance that ordinary reality may pale in comparison, as in Walt Whitman's closing lines to "Song of the Universal":

Is it a dream?
Nay but the lack of it the dream,
And failing it life's lore and wealth a dream
And all the world a dream.

domenica 25 novembre 2012

I'm a Retronaut



Prima di tutto, vorrei spiegarvi cosa significa il titolo di questo post.
Dall'Urban Dictionary: Retronaut = Chi viaggia indietro nel tempo, bloccato in un certo periodo, che non cambia coi tempi.

Come  seconda cosa, vorrei mostrarvi questa immagine:
Un po' di tempo fa mi sono imbattuta in questa foto, di cui mi sono immediatamente innamorata: credo che il contrasto fra la serietà del primo scatto e la spontaneità dell'ultimo racconti davvero una storia. Mi ha molto incuriosito e così ho cercato di scoprire qualcosa di più. Di link in link, alla fine sono arrivata allla pagina originale da cui era stata tratta e lì mi si è aperto un universo:
www.retronaut.co.uk

Cos'è un "retronaut"? E' una sorta di navigatore del passato,  qualcuno che ama talmente un determinato periodo da non volersi accorgere del passare e cambiare dei tempi. 
Io a volte mi sento un po' così: sono nostalgica per natura, senza saper bene di chi o di che cosa, in generale di ciò è stato e non c'è più. Perchè mi sembra che ciò che è già successo abbia una magia ed un fascino diverso, che sia malinconicamente dolce amaro...
Questo sito è davvero bellissimo e ci trovate di tutto! E' una meravigliosa raccolta fotografica (ma esiste anche un canale video) in cui trovate veramente di tutto un po', diviso per decenni, su qualsiasi argomento.
Ed ogni immagine è una storia! Vi incuriosice e vi spinge a chiedere di più, a cercare di capire cosa c'è dietro...almeno a me capita così! :)

Vi interessa ad esempio sapere qualcosa in più degli anni '20?  Vedere quelle che allora venivano considerate delle 'prodezze tecnologiche'? Basta spulciare un po' nella categoria ed eccovi subito accontentati:
 
The Dunkley Pramotor, 1922
Oppure siete solo curiosi di vedere la faccia di una delle prime donne stuntman della storia (che mito!)
Eccovi di nuovo accontentati...
“The Girl Who Flirts With Death”, 1920s
Potete navigare tra annate oppure per generi (musica, dischi, film, libri ecc.).
Io vi consiglio davvero di perderci qualche minuto, anche se, vi do questo avvertimento, i minuti potrebbero diventare velocemente porzioni sempre più consistenti di ore... ;)

E prima di concludere questo post, vi regalo qualche altra immagine.

Questa ad esempio mi faceva troppo sorridere: è un'immagine pubblicitaria degli anni '70, uno...scotch per capelli?!! Non ne ho mai sentito parlare (deduco quindi che non abbia avuto un grande successo...).
Scotch Hair Set Tape Ads, c.1970
 Oppure che dire di questi scatti? Una vera chicca: foto fatte da Stanley Kubrik in persona sulla metrepolitana di New York negli anni '40!
1946: Riding the New York City Subway by Stanley Kubrick

Oppure guardate questo poster della seconda guerra mondiale: trovo bellissima sia la grafica che il messaggio:  i libri sono armi che non possono essere distrutte.
 
WWII Presidential Posters, 1939-1945
 Buon divertimento!